Caduta dei capelli: cosa fare per frenarla

In tutte le tradizioni, i capelli rivestono un’importanza simbolica centrale: personaggi dei Miti sono spesso gratificati da una chioma lussureggiante, simbolo di potere, bellezza e forza fisica e morale. Se oggi perdere i capelli ha soprattutto un significato estetico, tradizionalmente corrispondeva, come insegna la storia biblica di Sansone, a perdere non solo la propria forza, ma anche la propria identità “eroica”, diventare un comune mortale. Non a caso, un tempo, rasarsi i capelli a zero in segno di lutto era comune in moltissime culture. Le culture antiche, tradizionalmente, olistiche, vedevano dunque nella caduta di capelli qualcosa che riguardava la persona nella sua globalità, “una perdita di una parte di sé” nei grandi momenti di cambiamento, come accade ad esempio nell’alopecia post-traumatica o nelle massicce cadute di capelli femminili in menopausa, accompagnate da paure, sentimenti depressivi, senso di separazione, autosvalutazione e mancanza di protezione.

La salute dei capelli è poi legata, come insegna la medicina cinese, all’elemento acqua e dunque all’energia di rene: se i reni sono saldi e la loro energia è forte, la capigliatura sarà fluente. Conservare questa energia dipende da molti fattori: da come ci alimentiamo, da come respiriamo e dalla nostra attività sessuale. Di conseguenza una forte caduta dei capelli indica che l’energia di rene è bassa, e costituisce un campanello d’allarme da non sottovalutare. Dalla salute di quest’organo dobbiamo dunque cominciare per contrastare la caduta dei capelli.

Le cattive abitudini che danneggiano l’energia di rene

Ai primi posti tra i fattori che danneggiano l’energia di rene ci sono quelli alimentari, in particolare le abbuffate e le diete estreme o insensate che escludono intere categorie di alimenti, i cibi freddi o crudi, l’eccesso di proteine, i dolci e il fumo, (perché danneggia i polmoni, che nella ruota degli elementi cinese nutrono l’energia di rene), le scelte alimentari estreme come il veganesimo, che impoveriscono l’organismo di nutrienti e micronutrienti necessari all’organismo, in particolare aminoacidi, proteine e vitamine del gruppo B, alcune delle quali, come la vitamina B12, sono reperibili solo negli alimenti di origine animale. Altrettanto importanti sono la vitamina A, che contrasta forfora e secchezza, e la vitamina E, fortemente antiossidante, che favorisce la circolazione del sangue a livello del cuoio capelluto, stimolando la crescita di capelli sani e ritardando la perdita di colore. Essenziale è poi un apporto adeguato di sali minerali, che possono essere integrati assumendo alga spirulina, antianemica e ricca di aminoacidi essenziali e carotene, che promuove la disintossicazione naturale dell’organismo liberandolo dalle sostanze di scarto, con benefici risultati sulla salute dei capelli.

Contro la cauta dei capelli disintossica fegato e reni

La prima cosa da fare, se la caduta dei capelli supera il limite fisiologico di circa 100 capelli al giorno che costituisce il ricambio naturale, è disintossicare gli organi emuntori, incaricati di sbarazzare l’organismo dalle scorie che avvelenano il sangue e soffocano i bulbi. Blandamente diuretico, il Tarassaco è un ottimo depuratore epatico e renale, capace di ripulire questi importanti organi senza stressarli o impoverire l’organismo. Ricco di sali minerali – potassio, sodio, manganese, calcio, fosforo, ferro, magnesio – steroli, colina e vitamine A, B, C, e favorisce la peristalsi intestinale, liberando l’intestino dalle scorie e aumentandone l’espulsione attraverso le urine. Si assume in tintura Madre, nella dose di 40 gocce diluite in mezzo bicchiere d’acqua due volte al giorno, per cicli di 15 giorno ogni due mesi.

Tonifica la circolazione del capo col Ginkgo biloba

Tra le cause di caduta dei capelli una delle più frequenti è la cattiva circolazione a livello della cute del capo, che ospita i bulbi dei capelli: un problema che può essere dovuto all’invecchiamento, ma anche causato o aggravato da cause esterne come il fumo e l’aria inquinata, o interne come i fattori ormonali e l’eccesso di colesterolo. Per contrastare l’asfissia dei bulbi da cattiva ossigenazione è utile il gingko biloba, una pianta antichissima che si è dimostrata invulnerabile anche alle radiazioni di Chernobyl: le sue foglie contengono principi attivi, tra cui flavonoidi attivi contro i radicali liberi, che agiscono sulla microcircolazione locale, aumentando l’ossigenazione e la nutrizione dei bulbi piliferi, con conseguente miglioramento della robustezza e della lucentezza dei fusti. Chi fuma può associare al gingko un’integrazione di zinco particolarmente efficace per contrastare gli accumuli tossici. Posologia: Tintura madre di ginkgo biloba, 30 gocce due volte al giorno, per non più di 2 mesi consecutivi, più una fialetta di zinco oligoelemento la mattina a digiuno. N.B. Non assumere Ginkgo in caso di terapia con farmaci anticoagulanti.

Lisina e cistina, gli amminoacidi che nutrono i capelli

Come ogni cellula del corpo, anche i capelli hanno bisogno di nutrimento per crescere e svilupparsi, nutrimento che il bulbo capillare attinge dalle riserve in circolo. E poiché la cheratina che costituisce i capelli è formata principalmente da due amminoacidi, lisina e cistina, con una piccola parte di grassi, oligoelementi, acqua e pigmenti colorati, in caso di caduta è bene assumerli come integratori.

La lisina è un amminoacido essenziale che il corpo utilizza per una quantità di funzioni: per la riparazione e la crescita dei tessuti, per la produzione di anticorpi, ormoni ed enzimi, per la produzione di energia ecc. Dati i suoi molteplici impieghi ne serve quindi una buona quantità, ma fortunatamente la si può trovare in un’ampia gamma di alimenti proteici, non solo nel pesce e nelle carni bianche e rosse, ma anche nei fagioli, nelle uova, nella soia, nel lievito di birra, nel latte e nei formaggi. La sua carenza, anche per pochi giorni, danneggia il bulbo dei capelli riducendone il diametro e se troppo prolungata nel tempo può portare all’atrofia.

La cistina è un amminoacido solforato dall’azione antinvecchiamento: quando viene metabolizzata libera zolfo, necessario per disintossicare il fegato e le cellule in generale sbarazzandoli delle tossine prodotte dagli agenti inquinanti come il fumo e dai radicali liberi. La sua carenza rende lo stelo del capello secco, fragile e sottile. Presente nelle carni, nel fegato, nella selvaggina, abbonda soprattutto nelle piante ricche di composti solforati, come aglio, cipolle, crescione, cavoli e broccoli di tutti i tipi.

Contro la caduta dei capelli in climaterio e menopausa

Un buon rimedio da assumere ciclicamente agli inizi del climaterio è l’olio di Enotera, ricco di acidi linoleico e gamma-linolenico, capace di sostenere il calo dell’umore e di regolare la secrezione sebacea, prevenendo la caduta dei capelli e l’acne postmenopausale. Se ne assumono due capsule da 250 mg al giorno, a stomaco pieno, per cicli di 3 settimane, ripetibili ogni due mesi.

In caso di caduta di capelli massiccia funziona la Serenoa

I frutti della Serenoa repens, palma originaria dell’India, una piccola palma nana ricca di sostanze antinfiammatorie, contengono fitosteroli capaci di inibire l’azione di un enzima (la 5-alfa-reduttasi) che degrada il testosterone in didrotestosterone, sostanza tossica per i capelli. Se ne usa una dose da 160 mg. due volte al giorno, per periodi di due mesi e un mese di pausa.

Nell’alopecia da ovaio policistico è efficace il lampone

L’alopecia androgenetica femminile è spesso collegata alla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), caratterizzata da uno squilibrio ormonale che può provocare irregolarità mestruale, acne, eccesso di peli (irsutismo) e aumento di peso. Contro la perdita di capelli da PCOS è efficace il macerato glicerico di lampone (RubusIdaeus), che agiscono sull’asse ipotalamo- ipofisario regolarizzando la secrezione ovarica squilibrata sia come estrogeni che come progesterone. Se ne assumono 50 gocce al giorno

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