Rivoluzione Uefa, ora è ufficiale: abolito il gol che vale doppio in trasferta. Fine di un’epoca

Ratifica dell’esecutivo: dalla prossima stagione, nei turni a eliminazione diretta, le reti in casa e trasferta avranno lo stesso valore, anche a parità di punteggio. In caso, si andrà ai supplementari e ai rigori

Aleksander Ceferin. Afp

Aleksander Ceferin. Afp

Ora è ufficiale: il comitato esecutivo dell’Uefa ha ratificato l’abolizione della regola del gol che vale doppio in trasferta (a parità di punteggio) per le coppe europee, a partire dalla stagione 2021-22. Da luglio, quindi, andrà in pensione la norma che resisteva dal lontano 1965 e che molti addetti ai lavori ritenevano ormai obsoleta, tanto che per la sua abolizione si era già pronunciato il comitato competizioni per club dell’Uefa. L’esecutivo riunitosi oggi non ha fatto altro che avallare quella proposta.

COSA CAMBIA?

Giusto per fare un esempio pratico. Prendiamo le partite a eliminazione diretta su doppio turno: se l’andata finisce 2-1 per la squadra di casa e il ritorno 1-0 per l’altra, si andrebbe ai supplementari e poi ai rigori. I gol segnati in casa e in trasferta avranno lo stesso valore, non solo per Champions, Europa League e Conference League ma per tutte le competizioni Uefa per club (uomini, donne, giovanili). D’altronde, le statistiche delle coppe dalla metà degli Anni ’70 ad oggi mostrano una chiara tendenza di progressiva riduzione del divario tra il numero di vittorie in casa e fuori (dal 61%/19% al 47%/30%) e nel numero medio di reti a partita segnate a casa/trasferta (da 2.02/0.95 a 1.58/1.15). 

PARLA CEFERIN

Dice il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin: “La regola dei gol in trasferta è stata una parte intrinseca delle competizioni Uefa da quando è stata introdotta nel 1965. Tuttavia, la questione della sua abolizione è stata dibattuta in vari incontri negli ultimi anni. Sebbene non ci sia stata unanimità di opinioni, molti allenatori, tifosi e altri attori del calcio hanno messo in dubbio la sua correttezza e hanno espresso la preferenza per l’abolizione della regola. Il suo impatto, peraltro, andava ormai contro il suo scopo originale in quanto dissuadeva le squadre di casa – specialmente nell’andata – dall’attaccare, perché temevano di subire un gol che avrebbe dato agli avversari un vantaggio cruciale”.

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