Italia campione d’Europa, le pagelle di Euro 2021 degli azzurri

Per la nostra Nazionale è il secondo titolo continentale dopo quello del 1968. Un trionfo che porta la firma del ct Roberto Mancini

L’Italia è campione d’Europa. Gli azzurri hanno conquistato il titolo continentale grazie alla vittoria in finale ai calci di rigore contro i padroni di casa dell’Inghilterra, dopo che i tempi regolamentari ed i supplementari si erano chiusi sul punteggio di 1-1. Un trionfo targato Roberto Mancini, che nel giro di tre anni, dopo il flop in panchina di Gian Piero Ventura, incapace di portare la squadra ai Mondiali 2018, ha saputo ridare un’identità alla squadra, costruendo un gruppo vero nel quale carattere e cuore riescono a sopperire agli eventuali deficit tecnici.

Italia, le pagelle di Euro 2021 degli azzurri

PORTIERI

Donnarumma 10: un Europeo perfetto. L’ormai ex estremo difensore del Milan, al suo debutto assoluto in una competizione di tale livello, mostra la stoffa dei grandi: decisivo contro il Belgio con due parate super su De Bruyne e Lukaku, decisivo ai rigori con la Spagna e ancora decisivo nei tiri dagli undici metri nella finalissima contro l’Inghilterra. Il trionfo azzurro è passato anche dalle sue mani.
Sirigu sv: soltanto pochissimi minuti per lui nel finale della partita con il Galles, ma è uno di quelli che sa fare gruppo.
Meret sv: l’unico giocatore di Mancini a non essere mai sceso in campo.

DIFENSORI

Acerbi 6,5: si fa trovare pronto quando Chiellini alza bandiera bianca nella sfida con la Svizzera. Buone le sue prove da titolare contro Galles e Austria.
Bastoni 6: in campo solamente nell’ultima gara del girone contro il Galles, questo ragazzo potrà essere una delle basi dell’Italia del futuro.
Bonucci 8: quando c’è da tirare fuori le unghie, il difensore della Juventus non si tira mai indietro. Personalità da vendere, a cui si aggiunge il fondamentale gol contro l’Inghilterra che porta la finale ai calci di rigore.
Chiellini 9: siamo sicuri che ad agosto compia 37 anni? Quando gli infortuni non lo prendono di mira, conferma ancora una volta di essere tra i difensori più forti al mondo.
Di Lorenzo 6,5: nei piani iniziali avrebbe dovuto essere soltanto un rincalzo, ma l’infortunio di Florenzi nella gara inaugurale contro la Turchia lo getta fin dall’inizio nella mischia. In sofferenza con il Belgio e nel primo tempo con l’Inghilterra, ma il suo lo fa.
Emerson Palmieri 6,5: prende il posto dell’infortunato Spinazzola a partire dalla semifinale. Qualche difficoltà con la Spagna, bene contro l’Inghilterra.
Florenzi sv: sfortunato. Si fa male al debutto con la Turchia e si rivede soltanto per pochissimi minuti in finale. Peccato.
Spinazzola 8,5: inesauribile. Sulla corsia mancina viaggia come un treno, fino a che il grave infortunio al tendine d’Achille non lo mette ko.
Toloi 6: non molto spazio per lui, chiuso a destra da Florenzi prima e Di Lorenzo poi.

CENTROCAMPISTI

Barella 7,5: che stagione per il centrocampista dell’Inter. Corre, imposta, si inserisce e trova un gol pesantissimo contro il Belgio nei quarti di finale. In semifinale e finale, inevitabilmente, si accende la spia della riserva.
Castrovilli sv: soltanto qualche minuto per lui contro il Galles.
Cristante 6: chiamato in causa più volte da Mancini a gara in corso, il centrocampista della Roma si fa sempre trovare pronto.
Jorginho 8,5: dopo la Champions League con il Chelsea, gli Europei con la Nazionale. Il tutto sempre da protagonista: che possa vincere il Pallone d’Oro?
Locatelli 7: inizia il torneo da titolare viste le condizioni non ottimali di Verratti e vive una serata magica con la doppietta rifilata alla Svizzera. Uno su cui poter sempre contare.
Pessina 7: gioca poco, eppure riesce a trovare il gol per due volte. Non male per uno che neanche avrebbe dovuto esserci.
Verratti 6,5: arriva agli Europei reduce da un infortunio e la condizione fisica non è delle migliori, ma la classe non si discute.

ATTACCANTI

Belotti 6: per lui qualche sprazzo in cui si sbatte senza però mai trovare la gioia del gol.
Berardi 6,5: parte fortissimo con una prestazione super contro la Turchia, poi è costretto a cedere il posto ad un incontenibile Chiesa.
Bernardeschi 6: arriva agli Europei criticatissimo dall’opinione pubblica, ma l’esterno della Juventus, quando chiamato in causa, dimostra di poterci stare ripagando la fiducia del ct.
Chiesa 8,5: devastante, a tratti incontenibile. Inizia gli Europei in panchina, ma il suo rendimento “costringe” Mancini a trovargli uno spazio nello schieramento iniziale. Fondamentali le sue reti nei sofferti match contro Austria e Spagna.
Immobile 6: inizia bene il torneo andando in rete contro Turchia e Svizzera, poi va in apnea.
Insigne 7,5: il gol nei quarti contro il Belgio è di una bellezza assoluta. Non sente il peso di quel numero 10 portato sulle spalle.
Raspadori sv: chiamato in extremis dal ct, trova spazio soltanto per pochi minuti contro il Galles. Il futuro è dalla sua parte.

ALLENATORE

Mancini 10: diciamocelo, gran parte di questo successo è suo. Prende una squadra allo sbando e in pochi mesi riesce a ricostruire un gruppo unito dando alla squadra un’impronta di gioco moderna, lontana dal vecchio catenaccio all’italiana. A questi Europei c’erano squadre sulla carta più forti degli azzurri, ma nessuna ha mostrato quella coesione e quell’organizzazione mostrata dalla nostra Nazionale.

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