Asteroide Bennu, la Nasa calcola la data del possibile impatto con la Terra

Asteroide Bennu, la Nasa calcola la data del possibile impatto con la Terra

di Redazione

La Nasa dà aggiornamenti sulla traiettoria dell’asteroide Bennu. Nel 2135 si avvicinerà molto alla Terra, con un possibile impatto. La data con maggiore probabilità di collisione è il 24 settembre 2182

Si chiama 101955 Bennu, è un asteroide del gruppo Apollo — asteroidi che ruotano attorno al sole in un’orbita vicina a quella della Terra — ed è stato scoperto nel 1999. Il motivo per cui da tempo è oggetto di particolari attenzioni da parte della Nasa è la possibilità che un giorno l’orbita di questa roccia spaziale dal diametro di 490 metri possa incrociare quella del nostro pianeta. Ora, con un nuovo studio, l’agenzia spaziale americana ha determinato quale potrebbe essere l’ipotetica data dell’impatto.

Sfruttando dati di tracciamento di precisione forniti dalla sonda Osiris-REx, la Nasa è riuscita a ridurre le incertezze relative alla futura orbita dell’asteroide Bennu. Così come di altri asteroidi. In particolare lo studio evidenzia come l’avvicinamento alla Terra di Bennu inizierà nel 2135. Da quel momento in poi, per gli scienziati le cose si complicano in quanto devono prevedere come la gravità del nostro Pianeta altererà il percorso del corpo celeste intorno al sole. Secondo i modelli matematici messi in campo, la probabilità di impatto fino all’anno 2300 è di circa 1 su 1.750(0,057 per cento). Mentre la data più probabile in cui potrebbe avvenire questa collisione è il 24 settembre 2182 (1 probabilità su 2.700, ovvero 0,037 per cento).

«La missione di difesa planetaria della Nasa è quella di trovare e monitorare gli asteroidi e le comete che possono avvicinarsi alla Terra e possono costituire un pericolo per il nostro pianeta» ha spiegato Kelly Fast, a capo del programma di osservazione degli oggetti vicino alla Terra della Nasa. Nonostante, come visto, le probabilità che Bennu diventi una minaccia per noi siano molto basse, rimane uno degli asteroidi più pericolosi del sistema solare. E dunque la sua orbita continuerà ad essere monitorata. Così come quella di 1950 DA, appartenente anche lui al gruppo Apollo e che ha un’alta probabilità di collidere, un giorno, con la Terra.

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