Valerio Massaro, il cantautore siciliano ci racconta “ il suo viaggio “. L’intervista e i video musicali

di Cristina Baldini

Un sottile intimismo, unito ad un sound leggero ma graffiante racconta “ le poesie musicali “ di Valerio Massaro, cantautore siciliano quarantenne di Palermo, capace di scrivere brani molto incisivi, con uno stile vocale unico. La tradizione melodica italiana, con i suoi ritmi e la lirica di una terra che ha molto da raccontare, la musica mediterranea, il Blues delle origini, il Jazz, il Rock, la tradizione della chitarra spagnola, le musiche sud-americane e ovviamente la canzone d’autore, anche questo è Valerio Massaro.

Valerio Massaro

Ciao Valerio, anzitutto complimenti per il tuo lavoro musicale e per i tuoi brani che toccano le corde dell’anima. Sei in attesa di un nuovo progetto… ce ne vuoi parlare?
– Ciao e grazie a te per la speciale opportunità, di potermi raccontare attraverso questo magazine così seguito. In effetti si, c’è un progetto al quale sto lavorando da più di un anno. I tempi per la produzione si sono allungati di parecchio a causa della pandemia, ma ogni male non viene per nuocere, in quanto ho avuto molto più tempo da dedicare al progetto, senza dover preoccuparmi delle “scadenze”. Si tratta della produzione di un nuovo album di inediti, sono 13 canzoni, di cui, due già pubblicate mesi addietro, con l’ausilio dei rispettivi video clip. I brani in questione sono “E’ già domani” e “Un giorno di festa”, brano che ho scritto in pieno periodo di pandemia, per ovvie ragioni realizzato e prodotto dentro le mura domestiche e che racconta a pieno lo stato d’animo che tutti noi oggi ancora viviamo e la voglia di tornare ad essere liberi. Ma la cosa più bella ed avvincente che mi sia mai capitata in questo periodo, è quella di essere stato scelto fra il cast di IBAND, un nuovo Talent Televisivo targato Mediaset, che andrà in onda su LA5 entro dicembre 2021. Proprio in questi giorni andrò a Milano per fare le prove con l’orchestra e per registrare le puntante del talent.


Come reputi sia cambiato il panorama musicale da quando hai iniziato a fare il cantautore ad oggi?
-Devo dire che questa è una domanda, che secondo me esige una risposta altrettanto importante. Nel senso che sicuramente, il panorama musicale è cambiato del tutto rispetto a tanti anni fa, ma questo credo sia agli occhi di tutti. I talent, se ben un grandissimo trampolino di lancio, insieme al Festival di Sanremo, sono ormai gli unici spazi dedicati agli emergenti. Prima esisteva un lavoro di scouting molto più inteso e le case discografiche si dedicavano anima e corpo alla scoperta di nuovi talenti e alla realizzazione dei progetti dei loro artisti. La musica che si fa oggi in Italia, dal mio punto di vista, non lascia più molto spazio al bel canto e alle composizioni musicali, che ci hanno sempre contraddistinto in tutto il mondo. Diciamo che oggi, c’è una omologazione generale, che a mio avviso, lascia poco spazio alla libertà di espressione, intesa come generi diversi da quelli che ci vengono costantemente proposti. Malgrado tutto, ritengo che ci siano degli artisti molto interessanti che godono della mia ammirazione e dell’approvazione del grande pubblico, ma mi piacerebbe poter ascoltare qualcosa di diverso dalla solita trap, se bene io ci abbia scritto anche un nuovo inedito dal titolo “La trap è come il pil”, che parla appunto di come la musica si sia trasformata ed evoluta nel corso degli ultimi anni.

C’è un tuo pezzo al quale sei più legato e perche?

– Uno dei brani al quale sono particolarmente legato si intitola “Oceano fra noi” che fa parte di un album realizzato nel 2007, ma anche il brano dal titolo “Ritrovarsi così” con il quale ho avuto la possibilità di farmi conoscere da un pubblico più vasto, in quanto fu trasmesso insieme al video clip, da diverse radio e network nazionali, fra cui Video Italia Solo Musica Italiana. Un brano che mi ha dato anche particolari soddisfazioni è “Ti dirò”, che ho scritto per l’artista e grande amica conterranea Francesca Alotta, vincitrice del Festival Di Sanremo, con il tormentone mondiale “Non Amarmi”. “Ti dirò” è un brano che affronta il delicato argomento della violenza sulle donne e che Francesca ha cantato alla serata finale del talent televisivo “Ora o mai più” condotto da Amadeus in diretta su Rai 1 nell’anno 2018.

Cosa vorresti trasmettere in chi ascolta i tuoi brani?
– Devo dire che sono sempre stato un artista molto semplice, nel senso che quello di cui parlo nelle mie canzoni, ed il modo in cui cerco di esprimerlo, non ha mai seguito un tipo di comunicazione di nicchia. Mi piace raccontare nella semplicità e nella verità le storie di tutti i giorni, che possono essere sia di natura sentimentale piuttosto che sociale, affrontando argomenti di grande attualità. Avendo studiato pianoforte al conservatorio, probabilmente le composizioni e le armonie delle mie canzoni, sono più articolate rispetto ai testi, ma alla fine cerco sempre di comporre melodie di facile ascolto, con ritornelli molto orecchiabili, perché penso che questa sia anche una delle prerogative per poter arrivare al cuore di tutti.


Quali sono gli artisti che ammiri nel mondo della musica nazionale e internazionale?
-Devo dire che rispetto alla stragrande maggioranza dei miei colleghi, sono un musicista che è sempre stato “legato” alle canzoni, più che agli artisti. Ma se devo parlarti di qualcuno in particolare, vorrei citare Marco Masini, in quanto fra gli artisti italiani, credo che sia uno dei pochi che abbia una particolare sensibilità musicale. “Ci vorrebbe il mare” è sempre stato uno dei miei “cavalli di battaglia” e per me, molti dei brani di Marco, sono delle opere d’arte. Ho imparato tantissimo da artisti come Battiato, Dalla, Battisti, Baglioni, Cocciante,Mia Martini, Fiorella Mannoia. Essendo amante anche della musica Soul e RnB, rimango affascinato da artisti come Michael Bolton, Amy Winehouse, Michael Bublè, Mariah Carey, Adele e Lady Gaga.

Dove vorresti arrivare con la tua musica?
– Credo che il sogno di ogni artista, sia quello di poter far conoscere la propria musica e riuscire a vivere di essa. Non so dove potrei arrivare, ma sarebbe bellissimo poter cantare almeno una volta al Festival di Sanremo. Ho sempre seguito tutte le edizioni fin da bambino, credo sia una esperienza unica ed irripetibile. Sicuramente mi piacerebbe poter arrivare ad avere un pubblico che mi permettesse di fare dei live, perché la magia che si crea durante i concerti, è qualcosa di veramente incredibile. Le emozioni che si provano durante un concerto ti ripagano di tutti i sacrifici fatti.

Quali sono gli obiettivi che ti sei preposto oggi?
– Sicuramente continuare a cantare, a scrivere, a comporre e a sognare di poter vivere della mia musica e di poter farmi conoscere da un pubblico più ampio. Soprattutto essere me stesso, senza condizionamenti da parte delle mode, che hanno sempre un loro inizio e una loro fine. Credo che la verità e la genuinità nella comunicazione, siano indispensabili e ritengo che il pubblico sia molto sensibile e sappia riconoscere ed apprezzare questi aspetti.


In fine, c’è qualcuno a cui vorresti dire grazie o che comunque ti ha aiutato a emergere e a fare questo lavoro?
-Sì! Di sicuro devo tutto ai miei genitori, che mi hanno sempre sostenuto e hanno creduto in me, soprattutto nei momenti più difficili. La mia nonna materna, le mie zie materne,la famiglia, sono da sempre state la mia forza, così come gli amici e gli effetti più cari, hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Vorrei ringraziare in modo particolare i miei fans, coloro che mi seguono da tanti anni. Mario Ragni, il mio primo discografico, Massimo Amore che è stato il mio produttore fra il 2007 e il 2009 ed Il caro musicista ed amico Claludio Corradini, che purtroppo ci ha lasciati da poco. Ringrazio Leonardo Battaglia, un autore con il quale collaboro da un paio di anni e Fabio Castorino,amico fraterno, titolare del “Roxy Studio”, nonché da sempre arrangiatore di tutti i miei brani e del nuovo disco che sto realizzando. Un musicista ed una persona, che più di ogni altra, conosce fino in fondo la mia anima musicale e che riesce sempre a “cucire” il “vestito” adatto delle mie canzoni.

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