Oceanix City: ecco la prima città galleggiante al mondo

Oceanix City: ecco la prima città galleggiante al mondo, presto realtà Oceanix e BIG propongono una eco comunità sull’acqua che sfida l’aumento del livello dei mari

Si stima che entro il 2050, il 90% delle più grandi città del mondo dovrà combattere contro il riscaldamento globale e l’innalzamento degli oceani. La grande maggioranza delle città costiere sarà colpita dall’erosione costiera e dalle inondazioni, costringendo milioni di persone a lasciare le loro case. Uno scenario apocalittico, purtroppo considerato realistico dagli scienziati di mezzo pianeta. Per questo, un team di scienziati, ingegneri e architetti è stato chiamato a raccolta dalle Nazioni Unite. Ne è nato un progetto futuristico e al limite dell’incredibile: “Oceanix City”.

Come parte della New Urban Agenda di UN-Habitat, l’azienda Oceanix e la rinomata firma di Architettura internazionale BIG – Bjarke Ingels Group propongono una visione per la prima comunità galleggiante resiliente e sostenibile al mondo per 10.000 residenti.
Progettato come ecosistema creato dall’uomo, Oceanix City è ancorato agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, canalizzando flussi di energia, acqua, cibo e rifiuti per creare un progetto per una metropoli basata sui principi dell’economia circolare.

Le città sarebbero costruite dalla somma di piattaforme esagonali, dei mini-quartieri galleggianti, ognuno con una capienza massima di 300 residenti. Gli esagoni sono considerati una delle forme architettoniche più efficenti, ispirate alle forme della natura, basti pensare all’efficentissime cellule elementari degli alveari.
L’intera città conterrebbe sei villaggi, per un totale di circa 10000 abitanti, il numero ideale per consentire all’isola la piena autonomia, producendo energia, acqua e calore, oltre a combattere la minaccia dell’innalzamento del livello del mare.
Niente palazzi alti, al massimo tra i quattro e i sette piani, per mantenere un “baricentro basso”. Tutti gli edifici sarebbero costruiti con materiali sostenibili come legno e bambù con una resistenza all’acciaio sei volte superiore, un’impronta di carbonio negativa e possono essere coltivati nei quartieri stessi. I residenti inoltre potranno facilmente camminare o navigare attraverso la città utilizzando veicoli elettrici. Il progetto prevede anche il concetto di “allevamento oceanico” che implica la coltivazione del cibo sotto la superficie dell’acqua.

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