House of Ronin, il nuovo ristorante giapponese in via Canonica a Milano. Un po’ Kill Bill e un po’ In The Mood for Love

House of Ronin è un nuovo progetto del gruppo Salva Tu Alma. Il ristorante si trova in un palazzo di quattro piani del quartiere Chinatown di Milano, e si ispira a una Tokyo futurista e immaginata. Un locale caleidoscopico che sta facendo parlare tutti

Il progetto di architettura, compreso il restauro conservativo del palazzo e gli interni, sono stati realizzati dalla Design Unit di Salva Tu Alma insieme allo Studio SC+; il terzo piano è stato curato dalla designer Marsica Fossati.
I lavori hanno coinvolto anche la riqualificazione della piazza, che ospiterà un piccolo parco verde ed uno spazio dedicato alla ristorazione.

Ogni dettaglio è unico, ideato e assemblato per Ronin, dalle lampade, ai banconi, alle tappezzerie, agli specchi. I piani della palazzina si possono vivere tutti in una sera o separatamente.

Verticale, sospeso tra atmosfere pop e vintage, un po’ Kill Bill e un po’ In The Mood for Love (come lo ha definito qualcuno) : è House of Ronin, il nuovo e pazzesco ristorante giapponese aperto a Milano in piazza Morselli, vicino a via Paolo Sarpi e poco più avanti di Kathay. Ogni dettaglio è unico, ideato e assemblato per Ronin, dalle lampade, ai banconi, alle tappezzerie, agli specchi. I piani della palazzina si possono vivere tutti in una sera o separatamente.

Molto chiacchierato, già sold out – almeno le sale karaoke -, frequentato da subito dalla corte dei Ferragnez, House of Ronin pare essere il locale più di moda del momento a Milano. Il passo narrativo di questo locale e’ un viaggio di sensazioni nel cuore del Giappone, delle sue ispirazioni e della sua cultura. La proposta di Ronin vuole essere comunque trasversale. Ronin è studiato per far star bene le persone: sono loro a decidere “che piano indossare”, e tutti hanno un’opzione a cui accedere.

Il gruppo Salva Tu Alma, proprietario a Milano oltre che di House of Ronin anche del ristorante Pacifico, ha ristrutturato non solo l’edificio, ma anche la piazza antistante, dove con la bella stagione sorgerà il dehors (e si aggiungerà anche la terrazza per chi ama cenare open air).

I quattro piani di House of Ronin

Tutto l’edificio è concepito come un viaggio esperienziale, dove ogni piano offre qualcosa di diverso: ristoranti, bar, sale karaoke, il club privato e poi l’esclusivissimo tempio del sushi stellato, che si aprirà solo per otto fortunati alla volta.

Piano terra: Izakaya del Piccolo Ronin

Al piano terra c’è Izakaya Piccolo Ronin: concepito come un’osteria giapponese, qui si mangiano piatti veloci come bao, ravioli, fritti, ramen, donburi, pollo fritto, spiedini, da accompagnare a cocktail che mescolano grandi classici e ingredienti orientali.

E da mercoledì a sabato c’è il dj set del Listening Bar, curato dal collettivo Ultimo Tango.

Ci hanno consigliato diversi piatto davvero unici. Da non perdere ci sono i Gigiyaki, la versione ideata dallo chef Luigi (Gigi) Nastri dei classici takoyaki, le polpette di polipo classiche dello street food giapponese.

Impossibile rinunciare anche agli uramaki di lattuga al sesamo: diversi dal solito, saporiti, buonissimi. Gigiyaki: polpo fritto con salsa takoyakiPollo fritto con salsa taro taroGyoza di maiale con cavolo e zenzeroUramaki di lattuga al sesamo Uramaki di tonno.

Primo piano: Ristorante Robatayaki di Ronin

Salendo di un piano (le scale da sole valgono il viaggio) si arriva al Ristorante Robatayaki di Ronin: siamo nel regno dello chef Luigi Nastri e l’atmosfera diventa un’occasione di cibo e prestigio.

Robata è il nome della griglia giapponese, intorno alla quale è costruito il menù: si può cenare al tavolo oppure accomodarsi al cooking table e guardare direttamente in cucina lo chef armeggiare con fuoco e fiamme.

C’è anche un sala per cene ed eventi privati.

P U B B L I C I T A’

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Secondo piano: il karaoke di Madame’s Cheng

Salendo si arriva al secondo piano: l’atmosfera è sempre sospesa tra Hong Kong, Tokyo, Lost in Translation e Blade Runner: si arriva da Madame Cheng’s, dove ci sono quattro sale karaoke e l’immancabile cocktail bar, con una lista di drink creata solo per Madame Cheng’s.

Una diversa dall’altra, prenotabili per un’ora e mezza inclusa la cena, che viene portata direttamente qui dal ristorante sotto forma di bento box. Non siate scettici, è impossibile non scatenarsi perché l’atmosfera è quella delle strade a tarda notte di Shinjuku.

Il sushi stellato

Sullo stesso piano di Madame Cheng’s aprirà nelle prossime settimane Omakase Sushi Restaurant: esclusivissimo ristorante di sushi di alto livello, aperto ogni sera solo per otto commensali.

In arrivo da Tokyo dovrebbe esserci lo chef bistellato Katsu Nakaji, considerato uno tra i migliori al mondo per quanto riguarda il sushi.

Terzo piano: il Club Privato Arcade

Il terzo piano non è per comuni mortali: qui accedono solo i membri del Member’s Club Arcade, esclusivissimo, si entra solo su invito di uno dei soci. Gli eletti non sono scelti per il portafoglio, ma da «sette samurai» nominati dai fratelli Signani, uno per ogni campo artistico e culturale: idea ispirata a Quentin Tarantino.

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