Will Smith, Netflix e Sony interrompono i film con l’attore. Ma e’ giusto?

EDITORIALE

di Valentina Guerra

Le dimissioni dall’Academy non hanno chiuso lo “slapgate” per Will Smith. I media americani riportano oggi che lo scandalo scaturito dallo schiaffo in diretta a Will Smith nella notte degli Oscar sta per costare all’attore alcuni dei suoi prossimi progetti di alto profilo.


Netflix – ha appreso Variety – sta frenando sul prossimo film di azione “Fast and Loose” in cui Smith dovrebbe essere il protagonista. “La ricerca di un nuovo regista e’ stata fermata.
Non e’ chiaro se Netflix andra’ avanti e, nel caso, se cerchera’ anche un nuovo protagonista”, scrive il giornale.


Un altro progetto importante per Smith nei prossimi mesi e’ il dramma sulla schiavitu’ “Emancipation” che Apple + ha comprato per 120 milioni. Doveva uscire quest’anno facendo di Smith un potenziale candidato a un nuovo Oscar ma gli studi non hanno fissato una data per la prima e rifiutato di commentare altrimenti.
E anche la Sony, scrive l'”Hollywood Reporter”, ha fermato lo sviluppo, gia’ in fase avanzata prima degli Oscar, di “Bad Boys 4”. Smith si e’ dimesso la scorsa settimana dell’Academy dicendosi pronto ad accettare ulteriori conseguenze. La vicenda e’ sotto esame del Board dei Governatori che potrebbe pronunciarsi gia’ nella prossima riunione del 18 aprile.

Ma siamo sicuri sia giusto così?

Will Smith ha sbagliato ma è nero, ed ha picchiato un altro nero, che si fa? Pensiamoci. E Rock ha fatto una battuta sulla moglie senza capelli perché malata, noi siamo quelli del metoo, ha difeso una donna, che si fa? Magari era giusto? Riflettiamoci. Donna, Jada Pinkett, che tra l’altro sarà malata ma mica è stata aggredita fisicamente da un violentatore e neppure è sordomuta, poteva benissimo difendersi da sola a parole, questo avrebbero dovuto dire le femministe, l’aggressione fisica del marito non sarà patriarcato? Le donne chiedono la parità ma hanno bisogno di un macho che le difenda da una battuta? Dunque? Insomma, alla fine la vicenda ha smascherato le contraddizioni di tutta un’ideologia moralista e ipocrita su ogni fronte, oltretutto andando in tendenza sui social per una settimana, facendo dimenticare che c’è un fronte vero in corso, la tragedia di una guerra. È diventato più importante lo schiaffo di Will Smith che lo schiaffo di Putin alle vite umane. Intanto, mentre l’Academy pensava e ripensava per far quadrare il cerchio delle ipocrisie, ci ha pensato lo stesso Will Smith, dimettendosi. Io mi sarei dimesso prima a prescindere, ma non faccio l’attore. Però devo dire che tutta la faccenda, dallo schiaffo alle dimissioni, è stata l’unica cosa vera di quel mondo finto e bigotto, dovrebbero farci un film, magari con Will Smith e Chris Rock, quello sì sarebbe da Oscar.

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