Pretty Woman 2? Per Richard Gere non ha senso. E noi la pensiamo come lui

Ospite del Magna Grecia Film Festival l’attore ha spiegato che, secondo lui, non avrebbe senso riprendere la storia di Edward e Vivian per scoprire il loro «lieto fine»: ecco perché ha ragione

Pretty Woman 2 Per Richard Gere non ha senso. E noi siamo d'accordo

Se chiedessimo a un produttore su cosa converrebbe investire oggi ci direbbe che l’usato sicuro non è mai passato di moda, e, se ci pensiamo, non c’è usato più sicuro dei sequel. Ne abbiamo visti e ne vedremo tanti: Top Gun, Dirty Dancing, John Wick, Indiana Jones, Hocus Pocus, Sister Act e chi più ne ha più ne metta. Era inevitabile che in quel calderone ci finisse anche Pretty Woman, perché, nonostante la conosciamo a memoria, non riusciamo a resistere alla rivincita sociale della ragazza sfortunata e brillante che riesce ad ammorbidire il cuore impietrito del milionario che soffre di vertigini ma prenota comunque la suite al piano attico «perché è il massimo». La domanda è dietro l’angolo: avrebbe senso mettere in cantiere un sequel di Pretty Woman oggi, senza più Garry Marshall, scomparso nel 2016, a dirigerlo? Secondo Richard Gere, ossia Edward Lewis, la risposta è no. Lo ha ribadito in occasione della sua ospitata al Magna Grecia Film Festival, quando, incalzato dai giornalisti, ha spiegato che capitava spesso che Marshall chiedesse a lui e a Julia Roberts «cosa accadrebbe se».

Pretty Woman 2 Per Richard Gere non ha senso. E noi siamo d'accordo

«Una volta era cosa sarebbe accaduto se il mio personaggio fosse impegnato in una campagna politica nel tentativo di diventare senatore e qualcuno scoprisse che sua moglie in passato era una prostituta». L’attore ha, però, sottolineato che lo script non è mai stato realizzato . Quindi la sentenza definitiva: «Bisogna capire che fare un film del genere è una specie di magia, non puoi farlo a tavolino.Non sapevamo che sarebbe stato un film di successo che tutti avrebbero apprezzato: avevamo girato un piccolo film al meglio delle nostre possibilità, e poi è accaduta la magia». La magia, a differenza del postino, non è detto che bussi due volte, ed è per questo che secondo Gere un sequel di Pretty Woman non avrebbe senso a livello artistico, anche se non fatica a immaginare che l’industria di oggi, così attenta al guadagno e così incurante della qualità dell’intreccio, potrebbe prima o poi farsi avanti a proporglielo.

P U B B L I C I T A’

Pretty Woman 2 Per Richard Gere non ha senso. E noi siamo d'accordo

La verità è che noi siamo d’accordo con Gere: Pretty Woman è Pretty Woman perché è unico e irripetibile, ed è giusto che un po’ tutti pensino al lieto fine che secondo loro Edward e Vivian dovrebbero meritare. Non sappiamo se si siano sposati, se Vivian abbia ripreso le scuole, se Edward abbia continuato a percorrere la via della rettitudine e neanche se siano mai tornati al Beverly Wilshire Hotel, ed è giusto così. I sequel del resto possono essere molto deludenti: sono accompagnati dall’euforia del pubblico e della critica salvo poi spegnersi quando – chi lo avrebbe detto? – non riescono a mantenere alte le aspettative che i produttori li avevano costruito attorno sperando di rinverdire il franchise. Se è vero che gli errori del passato possono insegnarci qualcosa nel presente, sarebbe saggio lasciare Pretty Woman lì dov’è evitando di realizzare progetti fallimentari come Trainspotting 2 e Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, incapaci di replicare quella magia di cui parla Gere e capace di svoltare la vita solo a «quella gran culo di Cenerentola».

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: